Romagna e Sangiovese

Romagna e Sangiovese

Il Sangiovese è la Romagna, ed è senza dubbio il re dei vini romagnoli, oltre ad essere di grande aiuto in particolari momenti. A sostenere quest’ultima caratteristica, il poeta romagnolo Aldo Spallicci (1886-1973), che in una sua poesia dialettale intitolata proprio ‘Sangiovese’ scrive: “Sanzves, e’ bé ross ch’u t’aiuta a buté fura vì, tot al malincunì” (Sangiovese, il vino rosso che t’aiuta a gettare via tutte le malinconie). Per molti non sarà forse un vino di moda o che fa tendenza, ma ricordiamoci che è pur sempre il primo vino romagnolo ad aver ottenuto il riconoscimento della DOC, denominazione di origine controllata, nel 1967. Le uve Sangiovese le troviamo praticamente in tutta la Romagna, da Dozza fino a Rimini, ognuna con particolari caratteristiche, differenti tra loro a seconda della conformazione del terreno, della zona e delle varie influenze esterne, caratteristiche che insieme danno una ‘territorialità’ al vino e fanno sì che assuma sapori e profumi differenti a seconda del luogo di produzione. Siete pronti quindi ad iniziare questo particolare tour alla scoperta dei luoghi e ‘sentori’ del Sangiovese? Eh sì perché, per degustare il Sangiovese di Romagna, occorre conoscere i luoghi della tradizione e della genuinità romagnola.

Iniziamo il nostro itinerario dalla zona di Dozza e Imola. Dozza, è un bellissimo borgo medievale inserito anche nella categoria dei ‘Borghi più Belli d’Italia’. Qui, tra un bicchiere e l’altro di vino, merita assolutamente una visita la Rocca, per poi proseguire con una bella passeggiata lungo le vie del centro storico, i cui muri sono stati dipinti da importanti maestri del settore. A pochissimi chilometri, la città d’arte di Imola, anch’essa con la sua Rocca Sforzesca assolutamente da vedere. Ma anche chiese e palazzi antichi, meritano una visita. Se siete degli sportivi e capitate nella giornata giusta, una volta al mese è accessibile al pubblico anche l’Autodromo. Ma ritornando al nostro vino, questa zona è caratterizzata principalmente da terreni misti (argillosi, sabbiosi e calcarici), che permettono una produzione di vini di ottima qualità. Il Sangiovese in questa zona si presenta fresco e sapido, non troppo strutturato ma piacevole. Dal colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso il profumo è delicato, mentre al palato il gusto è pieno, asciutto e armonico.

Scendiamo verso le colline faentine, particolarmente vocate alla coltivazione della vite. Qui troviamo un terreno e una situazione climatica piuttosto importanti e significativi per una produzione di qualità, dove i vini Sangiovese diventano più raffinati e spiccano per la loro complessità e morbidezza, sono molto più balsamici e floreali, dall’odore delicato che ricorda la mora e la violetta. Ma cosa fare oltre a bere un buon bicchiere di vino? Avete mai sentito parlare delle ceramiche di Faenza? In questa città, la lavorazione della ceramica è una antica tradizione artigianale che risale al XII secolo e una ricca sezione dedicata proprio a questi lavori, oltre a quelli di altre regioni italiane, la potete trovare al Museo Internazionale delle Ceramiche, tra l’altro uno dei più importanti nel mondo.

Arriviamo quindi al, non molto distante, borgo medievale e termale di Brisighella, anch’esso inserito tra i ‘Borghi più belli d’Italia’. Caratterizzato da viuzze, cinte murarie, scale scolpite nella roccia, poi ancora la Rocca e la Torre dell’orologio, per arrivare alla suggestiva ‘Via degli Asini’, una strada sopraelevata e coperta, piena di archi che danno sull’esterno e che garantiscono l’illuminazione, così chiamata perché qui c’era, un tempo, la possibilità di sosta per gli animali dei birocciai che si trovavano sul posto. Per chi volesse approfittare per qualche ora di relax, c’è lo stabilimento termale, a cui si può arrivare con una suggestiva passeggiata, dotato anche di una piscina all’aperto. Se invece siete già carichi, da qui partono bellissimi percorsi più o meno difficili, verso il Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola. Ed è proprio questo suolo, prevalentemente argilloso, gessoso e calcareo, che offre come risultato un vino roccioso e longevo ma piacevole, con aromi floreali ben marcati e una buona freschezza gustativa, note erbacee fini e, dalla presenza nel terreno di argilla, profumi di mora, liquirizia e lamponi.

Spostiamoci ora verso Bertinoro, dove troviamo un terreno di natura calcarea con formazioni argillose da cui deriva un Sangiovese che richiede tempi più lunghi di affinamento, pieno, caldo, molto sapido, con profumi e sapori densi di ciliegia e mora e tannini setosi. Borgo dalla caratteristica struttura medievale, anche Bertinoro possieda la sua possente Rocca che, completamente ristrutturata, oggi è una sede distaccata dell’Università di Bologna. Centro del borgo è Piazza della Libertà, un vero e proprio balcone da cui si può godere di una meravigliosa vista sulla pianura e sul mare.

Le migliori condizioni per il Sangiovese, a sentire gli esperti, le offre però il terroir argilloso di Predappio, ed è qui infatti che si esprime in tutta la sua struttura, profumo e vivacità. Diventa più austero, con un frutto marcato, speziato e tannini duri. Da ‘brava’ città del Sangiovese, non poteva non dedicare al vino un Museo, situato nei locali medievali delle antiche Cantine Zoli, che accolgono oggi il ristorante ed enoteca “Vècia Cantena d’la Pré”. Predappio è anche il paese natale di Benito Mussolini e pertanto molto spesso affollato dagli aficionados del Duce, in pellegrinaggio soprattutto verso la tomba dov’è sepolto.

Il nostro viaggio alla scoperta del Sangiovese, termina nel riminese, le cui zone di produzione le troviamo principalmente sulle colline di Coriano e Covignano, dove ad influenzare l’uva, è proprio il mare. Il Sangiovese qui diventa più elegante, dal tannino più vivace in cui prevale il frutto e la sapidità diventa iodata. Entrambi situati nell’entroterra riminese, offrono diverse attrattive, una tra tutte, a Coriano, la Galleria Museale ‘La Storia del Sic’, che racconta la vita del giovane pilota di motociclismo Marco Simoncelli, morto pochi anni fa a soli 24 anni. Interessante anche la visita del cimitero-giardino inglese, dove sono sepolte le spoglie dei giovani soldati inglesi, caduti nella zona durante la Seconda Guerra Mondiale.

1 Commento

  1. giovanna 26 Ottobre, 2014 Reply

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