Snorkeling al Blue Reef di Marsa

Quando si parla di vacanza in Egitto, si pensa subito a Sharm El Sheik, al deserto, al corallo rosso e alle serate mondane nella sfavillante Naama Bay, ma per gli amanti dello snorkeling l’Egitto è Marsa Alam. Una costa ancora incontaminata, con pochi alberghi, molto distanti l’uno dall’altro, dove la natura offre degli spettacoli indimenticabili. In tutto l’Egitto, infatti, solo lungo le coste di Marsa Alam, è possibile avvistare ancora il dugongo ed ammirare il pregiatissimo corallo blu che si trova lungo la barriera corallina del Resort “Blue Reef”.

Una splendida spiaggia di sabbia bianca che emerge e viene sommersa dalle acque in base alle maree, precede la scoscesa barriera corallina. Più comodamente si può entrare in acqua, utilizzando il lungo pontile, che si trova a 100 metri di distanza dall’Hotel ed ha delle comode scalette e scivoli direttamente sul mare. Un bagnino è sempre disponibile per le emergenze e per dispensare consigli di ogni genere e farvi vedere a distanza ciò che l’occhio del profano non sa cogliere: dorsi di tartarughe, pinne di squali, saltellanti delfini.

Il mare è subito profondo, per cui le immersioni sono consigliabili solo a nuotatori esperti. A fare compagnia all’assistente bagnanti, anche un serafico airone cinerino che si diverte a giocare con dei legnetti rubati alle coperture degli ombrelloni. Già sotto la scaletta del pontile, migliaia di pesci colorati vi circonderanno, del tutto indifferenti alla vostra presenza, basterà però fare qualche bracciata per ammirare il meraviglioso mondo subacqueo. Per prima cosa andiamo alla ricerca del corallo blu che si trova proprio in direzione del Resort ed eccolo, appare ai nostri occhi una abbagliante chiazza blu che ci lascia a bocca aperta, il “blue reef”. Rimaniamo alcuni minuti ad ammirare e fotografare estasiati e dopo ci allontaniamo per esplorare il mondo sommerso.

Il primo incontro lo abbiamo con il pesce balestra flemmatico si muove nell’acqua molto profonda, senza preoccuparsi di noi, continuiamo nuotando molto vicini alla barriera e notiamo subito una famiglia di scalari gialli, pesci che si muovono sempre in coppia. Dopo due ore, stanchi per le difficoltà incontrate nel contrastare le onde tipicamente molto alte della zona, decidiamo di rientrare, facendo attenzione a non calpestare i numerosi pesci pappagallo (o chirurgo) che depositano le loro uova sulla barriera corallina.

L’indomani ci aspetta un’altra meravigliosa avventura nel mondo sottomarino, una visita alla baia delle tartarughe. Una spiaggia di sabbia dorata precede la cala dove si trovano le tartarughe, pensavamo di incontrarne 1 al massimo due, ma con nostro stupore, incontriamo decine di tartarughe: sul fondo a brucare, a mezz’acqua fluttuanti ed emergere proprio accanto a noi per respirare. La tartaruga con le sue remore attaccate sulla pancia, si lascia accarezzare e poi si inabissa nei fondali circostanti.

Nonostante il gran numero di turisti, la baia è ricca di flora e fauna marina che ci permette di ammirare anche specie rare e difficili da avvistare, come il piccolissimo pesce pagliaccio, famoso per il cartone animato “Nemo” o la mimetica razza, difficile da individuare sul fondale sabbioso. Rientrando a riva, facciamo due incontri contrastanti: il bitorzoluto pesce coccodrillo, da non toccare assolutamente in quanto il suo dorso ha delle spine velenose e un coloratissimo pesce tropicale che con il suo becco, pilucca i molluschi che si trovano sul corallo.

Torniamo soddisfatti in Italia, una sola nota dolente, il mancato incontro con il dugongo.

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Foto: Flickr.com

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