Parigi una città in cui tornare più volte

E’ una di quelle città in cui tornare più volte. Le tratte aeree a tariffe agevolate invogliano a tornarvici. Ci sono stata tre volte e ho una gran voglia di farci di nuovo una capatina. Andateci quando potete, è bella sempre, anche ad agosto. Una premessa: non riesco ad amarla più di Roma regina caput mundi.
Parigi è quella che più le si avvicina. Innanzitutto la sua anima fluviale. La Senna non può non ricordare il Tevere. E poi la maestosità. E’ pur vero che non c’è il Colosseo, ma gli Champs Elysee che si snodano alteri dall’Arc de Triomphe, sembrano sfidare la grandezza che solo l’Italia può uguagliare in termini di storia ed eleganza.
Iniziate a conoscerla con la consapevolezza che a fine vacanza, per quanto sfiniti, l’avrete girata solo per un sua minima parte! Prendete da subito familiarità con la metro, vi permetterà di muovervi con estrema facilità.
Ma intanto andate in centro. Ammiratene il gotico, lasciatevi affascinare dai misteri di Notre Dame, il cui calco lo ritroverete in tante altre cattedrali della Francia, che merita tutta di essere visitata, regione per regione….un po’ come l’Italia!
Capitolo Tour Eiffel: appena beccate una giornata in cui file interminabili di giapponesi sembrano avere altri luoghi d’interesse, approfittatene per salire fino in cima (in ascensore, non me ne vergogno!) e vedrete Parigi dall’alto in tutta la sua interezza. Bella sia di giorno che alla sera tutta illuminata. L’ora del tramonto è l’ideale.
Informatevi degli orari di apertura del Louvre (non ricordo se in alcune fasce orarie ci sono agevolazioni): imperdibili, alla prima visita in questo splendido museo, le sue “miss”: l’enigmatica Gioconda, la morbida Venere di Milo, e la splendida “Nike” (la Vittoria alata di Samotracia).
Ma come non lasciarsi incantare dall’enorme tela del Veronese (Le Nozze di Cana), dalla luce emanata dalla leonardiana “Vergine delle Rocce” (un altro esemplare potrete vederlo anche a Londra), o dal marmoreo ma vivo cuscino di marmo del Bernini che accoglie l’Ermafrodito addormentato. Per non parlare della sezione egizia e di quella etrusca, popoli tanto “moderni” e innovativi.
All’ Orangerie potrete poi ammirare le ninfee di Monee, che vestono con il loro inconfondibile blu le bianche pareti curve del museo.
Se volete poi finalmente riposarvi, fatelo cullati sul Bateaux Mouches, o riposando su uno degli immensi prati dei parchi di Parigi, o rifugiandovi in una delle tipiche brasserie.
Versailles, (facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici), vi impegnerà una giornata intera. Se avete la fortuna di una buona guida, il racconto dei capricci e della dorata tristezza di Maria Antonietta non vi annoierà di certo! Anche i giardini annessi, immensi e curatissimi, sono quanto di meglio per spaparanzarsi dopo aver girato in lungo e largo le immense sale. Ai bordi del laghetto, dove potete affittare anche una barchetta a remi, lasciatevi il tempo interno per assaporare un piccolo ma grande istante di serenità.
A Parigi si mangiucchia pressocché tutto il giorno: le mini chiche appena sfornate dai panifici, stuzzicheranno le vostre narici sin dal mattino: meravigliose anche le fondute di formaggio, ma ricordatevi di prenotare un tavolo nella prima serata: si cena infatti presto, fate attenzione perché non vi rimarrebbe che accontentarvi di un panino o di una crepes per la strada.
Per gli amanti della notte: premesso che è meglio arrivarci a pancia piena, il quartiere latino e il Mouline Rouge mostreranno il volto dell’altra Parigi.
Il vero volto di Montmartre, arroccata su una collina è invece purtroppo andato perduto. Ma l’immaginazione e la fantasia spesso possono colmare l’oblio del tempo che fu.
E poi ovviamente l’Operà, Pont Neuf, Place de la Concorde. Ma anche il grande Archè della Defense, simbolo dell’omonimo centro commerciale merita una visita.
Per i cinefili: dopo il fenomeno “Codice da Vinci”, le varie location del film sono assediate! Immancabili i turisti che fanno la foto davanti la piramide del Louvre o sulla “linea della rosa”.
Per chi vuole portare un fiore a chi ha fatto onore all’arte, potrete farlo al Cimitière du Père Lachaise, sulla tomba di Oscar Wilde, di Marcel Proust, di Jim Morrison. O al Cimitìere du Montparnasse, progettato da Napoleone, dove riposa Charles Baudelaire.
Se tornerete più volte errate senza meta. Giratela in lungo e largo, fatte le tappe obbligatorie, nei vari quartieri. Potrà capitarvi, come a noi a Saint Germaine des Près, di imbattervi in quella che poi scopriremo essere la più antica chiesa di Parigi, di partecipare ad un matrimonio e trovarvi di fronte le spoglie di un signore chiamato Cartesio.
“Sfidate” infine l’altero ma adorabile distacco del parigino doc, che storce il naso davanti al nostro traballante inglese, sventolando fiero la bandiera del proprio paese dal balcone della propria casa (l’italiano medio lo fa solo durante i mondiali di calcio…..). Curiosate nella sua quotidianità. Farete con difficoltà l’abitudine alle baguette poggiate distrattamente sul sedile in metrò, ma non tarderete ad apprezzare questo popolo eccezionale e il loro senso della patria, che personalmente trovo semplicemente ammirevole.
E portate un bacio a questa splendida città da parte di un’italiana che l’ama tanto.
Buon viaggio.

1 Commento

  1. trivago 3 Giugno, 2009 Reply

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