Le mie Eolie

Nei miei occhi c’è ancora il mare ed un cielo colorato di tramonto. La luce calda della prima sera che avvolge come una tenera coperta la spiaggia di Milazzo è un immagine scolpita nella mia memoria. Il mio racconto delle Eolie parte proprio da Milazzo. Seduta sulla spiaggia della riviera di ponente, li fra quei ciottolini e cullata dal rumore delle onde che in un vortice di schiuma arrivavano fino a toccarmi i piedi io guardavo l’orizzonte ed intravedevo terra. Vulcano, Lipari, erano ombre rosa all’orizzonte e mi veniva voglia di tuffarmi subito e raggiungerle a nuoto.
Così spinta dalla curiosità di vedere quel che fino a quel momento avevo solo percepito e sognato sono partita alla volta delle Isole Eolie.
La prima è Vulcano, un incanto. Il mare è blu ma le spiagge nere… che contrasto, che magia. La grotta del cavallo è così suggestiva . Scesi sull’isola si viene rapiti dalla frenesia che la domina, l’odore di zolfo così pungente vi entrerà nelle narici, benché in principio risulti sgradevole dopo un po’ ci si abitua ed anzi lo si apprezza soprattutto quando si visitano le zolfare. Le acque calde, i fanghi… è come se qui la natura ancora parlasse e “borbottasse”.
Subito dopo Vulcano c’è Lipari, grande e “cittadina”, in questa si trova anche il museo Eoliano. Bellissima la spiaggia di Pomicia, quanto mi sono divertita rotolandomi sulla montagnola bianca, mi sono infarinata tutta per poi tuffarmi subito in acqua, una acqua verde e cristallina in cui galleggiano piccole “pietre” bianche, pomicia appunto.
Ed eccoci a Salina, la mia preferita. La sua forma è sinuosa, due grandi punte, il suo mare e le sue baie incantevoli. Non per niente è l’isola scelta da Neruda per il suo “Postino”. Guardando il faro e la spiaggia non potevo non pensare a Filippe Noiret ed al grande Massimo Troisi. Grazie Salina per le emozioni che mi hai regalato!
Rimangono 4 Isole e per parlare di queste vi cito un film: “caro diario” di Nanni Moretti. Il regista romano meglio di qualsiasi altro è riuscito a coglierne lo spirito.
Panarea così “giovane”, così discotecara, è l’isola del divertimento. Piccolissima, le spiagge sono raggiungibili per lo più in barca quindi se scendete sull’isola a piedi difficilmente senza barca potrete visitarla tutta.
Alicudi e Filicudi le più primitive, selvagge. Qui pare che il tempo si sia fermato. Chi sceglie queste isole lo fa per riconquistare un rapporto autentico con la natura: terra, mare, aria. Nient’altro se non pura bellezza.
In fine, la più lontana: Stromboli. L’isola vulcano, che meraviglia. Affidatevi ad una guida ed andate a visitare i crateri, il vulcano, che in dialetto viene chiamato “Iddu”, è sempre in attività. Il fuoco che si sposa con il mare, la montagna in acqua, un isola semplicemente meravigliosa.
Quest’arcipelago di isole è come una collana di perle, ogni isola è preziosa ma tutte insieme sono un splendido gioiello!

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