Kamchatka. Non stiamo giocando a Risiko

E’ conosciuta come la terra del fuoco e del ghiaccio. Stiamo parlando della Kamchatka, uno dei punti più estremi della Russia Orientale. Un paradiso naturale con i suoi cinque parchi, famosa per i 300 vulcani di cui 30 ancora attivi e più di 400 ghiacciai. Lontanissima da noi, ben 10 mila km in linea d’aria e 11 ore di fuso orario insomma, un altro mondo, ma un mondo di quelli che non ti dimentichi più, un mondo dove vorrai sempre tornare per riassaporare quelle atmosfere, quei paesaggi, quella calma che solo questo Paese sa regalare.

Gli animali che popolano questi luoghi sono orsi bruni, alci, volpe rossa e poi delfini, balene ed orche. Gli ecosistemi si mescolano tra loro passando da sorgenti calde in mezzo ai ghiacciai fino ad arrivare alle colate laviche. La zona vulcanica e il parco naturale sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996.

Da visitare la capitale Petropavlovsk-Kamčatskij, importante per la pesca e, dalla caduta del muro di Berlino, anche aperta al turismo. Qui sorge anche l’aeroporto, unico mezzo di comunicazione oltre al battello. Per arrivare basta prenotare un volo con Aeroflot.ru senza permessi speciali. Da visitare il vulcano Gorely ed il vulcano Mutnovsky, interessanti per la presenza di geyser e di laghi colorati grazie alle acque ricche di sali minerali.

Altro luogo da visitare è il villaggio di Esso, nella zona centrale del Paese, abitato dagli indigeni Eveni. Il villaggio è lontano dal mare ed è collegato con la capitale solo da una strada di ghiaia di circa 500 km. Le casette sono tutte di legno, attorniate da fiori di tutti i colori che crescono rigogliosi grazie al terreno molto fertile. Il periodo migliore per visitare la Kamchatka è sicuramente la tarda estate, con un clima fresco che va dai 5 ai 22 gradi.

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