Alla scoperta dell’oasi di Siwa

Alla scoperta dell'oasi di SiwaPer chi vuole trascorrere qualche giorno tra relax e avventura ecco una vacanza ideale per la settimana di Pasqua. Siamo a qualche chilometro da El Alamain, punto perfetto per chi vuole mare cristallino quasi come quello della Sardegna e con la possibilità di visitare luoghi abbastanza vicini come il Cairo, a 300 chilometri, Alessandria, a 200 chiometri e le oasi, a 500. Ed è proprio verso un’oasi che ci dirigiamo. Siamo nell’oasi di Siwa, il più estremo punto orientale dove viene ancora parlata la lingua berbera, immersa nel bellissimo deserto egiziano, che si estende quasi fino alla Libia.

Famosa nell’antichità per il suo oracolo, chiamato Amon, consultato anche da Alessandro Magno, l’oasi, che combina in modo affascinante quiete, bellezza e inaccessibilita, è stata da allora ignorata, ma negli ultimi anni si è aperta al turismo. Il periodo migliore per visitarla è sicuramente la primavera, quando le temperature non raggiungono punte troppo elevate di giorno e troppo basse la sera. Nelle vicinanze si trova la città di Siwa. I monumenti principali si trovano nella parte antica come l’antica fortezza di Shali Ghali, la piscina nei Bagni di Cleopatra, dove per i meno schizzinosi è possibile fare anche un tuffo e il Tempio di Amon.

Nell’oasi si contano pià i 250.000 palme e 30.000 alberi di olivi, senza contare le 1.000 sorgenti che fanno dell’Oasi di Siwa un luogo perfetto per rigenerarsi. Attorno avrete solo il Sahara. Per quanto riguarda l’alloggio è possibile pernottare in un eco-resort, l’Adrere Amellal, ricavato nella roccia, costruito con materiali naturali e con l’arredamento di pietra e legno intagliato. Un resort perfettamente integrato nel paesaggio circostante è il Siwa Shali Resort, con camere semplici, molto ampie, arredate in perfetto stile berbero. Per gli amanti del mare poi, potete optare per qualche giorno in un resort ad El Alamain, con lunghissime spiagge di sabbia bianca e acqua turchese.


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