Pasqua: consigli per una gita fuori porta

Pasqua: consigli per una gita fuori porta

“Natale coi i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, si dice. Pasqua è in arrivo e cosa c’è di meglio della classica e tradizionale gita fuori porta? Si, ma dove andare? Per evitare di passare le festività in coda, ecco tre suggerimenti di luoghi particolari, suggestivi e ancora poco considerati dal turismo di massa.

Ad esempio, in Romagna: cosa ne dite di una bella gita sul Delta del Po? Da prendere in considerazione, Comacchio (FE). Soprannominato la “piccola Venezia” è il centro storico più originale ed affascinante nel Parco del Delta del Po. E’ di fatto la meta ideale per una vacanza o un week end, da trascorrere con la famiglia oppure con gli amici. Ad ogni modo, è assolutamente vietato partire senza aver fatto prima una passeggiata lungo il Loggiato dei Cappuccini, il più lungo d’Italia. Si tratta di una sequenza di 143 archi, sostenuti da altrettante colonne in marmo che, dal centro della città, arrivano all’antico Santuario dedicato a Santa Maria in Aula Regia. Se il tempo lo permette, merita anche una escursione in bicicletta o, ancora meglio, in barca, nelle Valli di Comacchio, per conoscere la bellezza e l’unicità di questo spaccato naturalistico. Per quanto riguarda la gastronomia, nessun turista può andarsene senza aver assaggiato l’anguilla, la regina delle Valli! La si può gustare marinata, ai ferri o in umido.

Se invece ci troviamo nel Lazio, una meta interessante potrebbe essere Castel Gandolfo (RM), nell’area dei Castelli Romani che, oltre ad essere la residenza estiva dei Papi, è anche considerato uno dei Borghi più belli e suggestivi d’Italia. Niente rumori da traffico della capitale, ma tante belle passeggiate alla scoperta di questa località. Da non perdere la visita della Collegiata di San Tommaso da Villanova, realizzata dal Bernini, così come la stupenda fontana che abbellisce la piazza sulla quale si affaccia il Palazzo Pontificio. Infine, un po’ di storia con la visita dei resti della villa romana di Domiziano, di villa Clodio, il Ninfeo del Bergantino e il Ninfeo dorico sulle rive del Lago Albano.

Scendendo ancora un po’, eccoci alle bellezze della Basilicata, su tutte Matera. Il suo è un paesaggio incantato che continua tutt’oggi a lasciare i visitatori senza parole. Non a caso, lo stesso Carlo Levi scriveva “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”. I Sassi sono sicuramente la prima cosa che viene in mente quando si pensa a questa città e, oltre ad essere una preziosa testimonianza dal valore antropologico, sono anche parte dei beni del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1993 come “paesaggio culturale”. Oltre ai Sassi, è raccomandata una visita della Matera sotterranea, unico modo per conoscere e capire i sistemi di raccolta dell’acqua piovana utilizzati nel passato. Turistica, ma interessante, la visita della casa-grotta, una riproduzione di una tipica abitazione dei Sassi, in parte scavata nella roccia calcarea e in parte costruita con i materiali ricavati dallo scavo. Se vi ho convinti e decidete di andarci per Pasqua, il piatto più caratteristico è “u Cutturidd”, il bollito di pecora, dove la carne viene cotta, come vuole la tradizione, in umido e in un recipiente di terracotta con un soffritto di cipolla, pomodori, peperoncini, patate, sedano e aglio.