5+1 cose da non perdere a Marrakech

5+1 cose da non perdere a Marrakech

Marrakech, la città rossa, è da visitare almeno una volta nella vita. È una città per tutte le tasche ed è adatta sia per passare un piacevole weekend lungo, sia qualche giorno in più, alla scoperta di una città davvero magica, con il suo ritmo lento ma caotica allo stesso tempo. Consiglio innanzitutto di pernottare in un riad. Intanto perché i Riad di Marrakech sono tra i più belli del Marocco. E poi è l’unico modo per poter respirare una atmosfera marocchina, entrare nel loro mondo e capire le caratteristiche delle abitazioni (perché i Riad altro non sono che delle abitazioni allestite per ospitare, una sorta di nostro b&b, per intenderci). Una esperienza davvero fantastica.

Il tour di Marrakech non può che iniziare dalla Medina, il cuore vero e proprio della città, caratterizzata da vicoli stretti e labirintici, in cui è davvero facile perdersi. Basta prendere dei riferimenti ben precisi, non essendoci i nomi delle vie, e tutto sarà molto più semplice. Una raccomandazione: è assolutamente consigliato camminare il più possibile rasente i muri, altrimenti il rischio è quello di venire travolti dai tanti motorini che circolano.

Da qui, altra tappa d’obbligo è Djemaa el-Fna che, oltre ad essere la piazza principale di Marrakech e suo cuore pulsante, è anche uno degli angoli più caratteristici di tutto il Marocco. Davvero spettacolare e scenografica, non ci sono altri aggettivi, visto che riserba continue sorpresa. Di giorno, si presenta come un teatro all’aperto, dove giocolieri, acrobati, incantatori di serpenti, donne che tatuano all’henné… intrattengono i passanti. La sera si trasforma, diventando un enorme ristorante a cielo aperto: un numero impressionante di bancarelle che offrono ogni sorta di cibo, dai tradizionali tajine e couscous, al pesce, zuppe, lumache… Un’tmosfera surreale, ma che consiglio vivamente perché dà la possibilità di vivere a stretto contatto con tradizioni completamente diverse dalle nostre e assaggiare piatti che al ristorante non è possibile trovare, se non “rivisitati” appositamente per il turista.

Anche a livello storico-culturale Marrakech ha tanto da offrire, ma il mio consiglio va ad Ali Ben Youssef Medersa, uno dei luoghi a mio avviso più straordinari della città. E’ una scuola coranica del XVI secolo, ben conservata. E’ stata la più grande medersa del Maghreb e una vera e propria istituzione nel Nord Africa. A seguire, i resti di una delle dimore più sfarzose al mondo: il Palazzo El Badi, costruito dal re Saadiane Ahmad al-Mansur nel 1578 e per il quale sono stati utilizzati i migliori e i più pregiati marmi italiani e tanto oro importato dal Sudan. Ancora oggi, passeggiando in mezzo alle rovine, è possibile respirare la sua antica atmosfera di lusso e di grandezza.

Ma un quid in più, il “+1” dei miei consigli, è dato dalla cucina. Assolutamente tassativo provare i piatti tipici: le varie tipologie di tajine, il cous cous, l’harira (una zuppa preparata con verdure e legumi). Ma c’è una cosa che proprio non dovete perdervi: sorseggiare una bollente tazza di tè alla menta, magari verso il tramonto, sulla terrazza di uno dei caffé della medina, accompagnato dai buonissimi dolci marocchini.